Posa, giunti, materiali e prestazioni: oggi non si può più parlare di installazione di infissi senza affrontare il tema della progettazione. Negli ultimi anni il settore dei serramenti ha subito una vera evoluzione normativa, tecnica e culturale. Con edifici sempre più performanti, isolati e complessi, la posa non può più essere improvvisata o lasciata al caso. È qui che entra in gioco la norma UNI 11673-1, lo standard di riferimento per la progettazione della posa in opera dei serramenti.
Introdotta per fornire criteri tecnici chiari e condivisi, la norma stabilisce metodologie di verifica, requisiti prestazionali e linee guida per progettare giunti di posa coerenti con le caratteristiche del serramento installato. Ma non si tratta solo di una guida tecnica: la norma ha ridefinito il concetto stesso di collaborazione tra produttori, progettisti e posatori qualificati.
Per questo articolo abbiamo chiesto supporto ad un esperto del settore dei serramenti: Alberto Malerba, titolare di Malerba Serramenti di Padova, azienda che dal 1986 si occupa della produzione, progettazione e vendita di serramenti.
UNI 11673-1: i tre piani funzionali e le prestazioni da rispettare
La UNI 11673-1 stabilisce come progettare correttamente la posa in opera degli infissi affinché il serramento mantenga le prestazioni dichiarate in laboratorio anche dopo l’installazione. Il cuore della norma è la progettazione dei giunti di posa, ovvero quelle zone critiche dove il serramento incontra il muro o il controtelaio.
La norma introduce un modello basato su tre piani funzionali, identificati con i colori blu, giallo e verde, che semplificano la lettura e la gestione delle prestazioni nei punti di contatto tra edificio e serramento:
- Piano esterno (blu): deve garantire tenuta all’acqua, all’aria e al vento;
- Piano intermedio (giallo): responsabile di isolamento termico, acustico e resistenza meccanica;
- Piano interno (verde): gestisce la traspirabilità, evitando condensa e muffe.
Per ogni piano, la norma specifica materiali compatibili, metodi di verifica e prestazioni minime da rispettare. Questo approccio consente una progettazione più mirata e consapevole, capace di prevenire criticità come ponti termici, spifferi o problemi di umidità. È un cambio di paradigma rispetto al passato: oggi la posa non è più un’attività secondaria, ma un passaggio determinante per la qualità globale dell’intervento.
Responsabilità e ruoli nella progettazione della posa
Con l’entrata in vigore della UNI 11673-1, e l’aggiornamento della UNI 10818, è diventato indispensabile definire in modo chiaro chi fa cosa nella progettazione e installazione dei serramenti. La filiera coinvolta in un intervento oggi comprende figure diverse, ognuna con competenze specifiche e responsabilità tracciabili.
Il progettista ha il compito di valutare il contesto dell’edificio, l’esposizione, le richieste termoacustiche e le prestazioni richieste ai serramenti. Deve coordinarsi con il produttore, che fornisce le schede tecniche e le indicazioni necessarie per la posa corretta del prodotto. A loro si affianca il serramentista qualificato (EQF4), in grado di supportare la fase progettuale, suggerendo soluzioni tecniche e materiali compatibili con le prestazioni attese.
Il posatore qualificato (EQF3) entra in gioco nella fase esecutiva, applicando il progetto di posa e garantendo la corretta messa in opera secondo norma. La collaborazione tra questi attori consente di evitare errori frequenti, come l’utilizzo di materiali non idonei o una gestione superficiale del foro finestra.
Una corretta progettazione della posa, oggi, è il risultato di un processo condiviso e strutturato, che valorizza le competenze e migliora la qualità del risultato finale.
Materiali di posa: come sceglierli e usarli correttamente
Uno degli aspetti più critici – e spesso sottovalutati – nella posa in opera è la scelta dei materiali. La UNI 11673-1 specifica chiaramente che ogni materiale deve essere compatibile con il tipo di giunto e contribuire al raggiungimento delle prestazioni richieste. In altre parole, non è sufficiente che un prodotto sia “buono”: deve essere adatto al contesto in cui viene utilizzato.
Tra i materiali più impiegati troviamo i nastri autoespandenti, le membrane traspiranti, i freni vapore, le barriere al vapore, le schiume poliuretaniche e i sigillanti elastici. Ognuno ha uno specifico campo di applicazione e una scheda tecnica che ne definisce le modalità di posa. Ad esempio, il sigillante richiede giunti da almeno 5 mm e l’uso di un fondogiunto, mentre le schiume non devono superare spessori di 20 mm per garantire prestazioni corrette.
Un errore frequente è usare i materiali senza seguire le istruzioni del produttore, compromettendo l’intero sistema. È quindi fondamentale che progettisti, serramentisti e posatori conoscano bene le caratteristiche fisiche dei prodotti scelti e le rispettino nella pratica. Solo così si ottiene un giunto prestazionale, duraturo e conforme alla normativa.
